• Lo sposo durante una cerimonia la sera prima del matrimonio (India 2015)

Sulla fotografia di viaggio

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Cosa si intende oggi per fotografia di viaggio?

Per farla semplice potremmo dire che le foto che vediamo all’interno di una buona guida turistica definiscono a grandi linee il genere.

La verità è che ognuno ha la sua idea: dalle “foto cartolina” al proprio ritratto davanti ad monumento famoso, dal paesaggio al ritratto “rubato”, ecc ecc. Oltre a questo Instagram e altri social ci riempiono ogni giorno con centinaia di foto iperprocessate di tramonti in riva al mare e di paesaggi idilliaci: di sicuro effetto, ma spesso di poca sostanza, ognuno “uguale” all’altro, tanto che dopo pochi minuti ce ne siamo già scordati.

Una cosa è certa: nella cosiddetta “travel photography” possono confluire vari generi fotografici tra cui sicuramente reportage e street photography, ma anche ritratto, paesaggio, … e spero per voi anche food! A questi si potrebbe aggiungere almeno la foto di architettura e magari qualche macro.
La varietà è sicuramente un tratto distintivo di questo genere di foto che ognuno, a seconda dei propri gusti, interpreterà propendendo più verso l’uno o l’altro degli approcci sopra citati.

Il ritmo scandito dalle macchine in un laboratorio di lavorazione della carta a Old Delhi (India 2012)

Cosa è per me la fotografia di viaggio?

Visto che sembra così difficile trovare una definizione che metta tutti d’accordo vi dirò cosa è “per me” la fotografia di viaggio: un differente approccio, sia pratico che mentale.

Per me fotografare in viaggio significa avere una bellissima scusa per entrare in contatto con nuove persone, conoscere le loro storie, scoprire il loro punto di vista, e soprattutto avere a che fare con loro in quanto “esseri umani” e non come meri soggetti fotografici.

L’etica di viaggio è una cosa alla quale tengo particolarmente, e devo dire che mi ha sempre ripagato. Non immaginate quante persone di fronte ad un sorriso, si aprono, iniziano a fare due chiacchiere e sono ben felici di farvi passare un po’ di tempo insieme, portandovi in situazioni spesso inaspettate e talvolta incredibili, pronte per essere fotografate con la massima spontaneità.

Invitato ad un “love marriage” ad Hampi (India, 2015)

Il risultato di un “giusto” approccio

Il risultato? Foto vive, vere, proprio perché condivise con i soggetti, ma soprattutto esperienze uniche.
Nel tempo sono stato invitato a più di un matrimonio (vedi sopra), sono andato a cena e addirittura a dormire a casa di persone che fino a poche ore prima erano dei perfetti sconosciuti, ed io per loro.

In alcuni casi abbiamo legato così tanto da rimanere in contatto e, a distanza di anni, ci sentiamo ancora per sapere le novità reciproche, con la speranza di rivederci presto, promessa che talvolta siamo fortunatamente riusciti a mantenere.

Morale della storia: apritevi, e un fantastico mondo vi si aprirà davanti, tutto da fotografare.

Di questo e di tanti altri aspetti parleremo anche al mio corso di fotografia di viaggio (edizione maggio 2019), nel frattempo vi lascio con questo simpatico articolo di cui condivido praticamente tutti i punti: vi aspetto per trovare insieme tante idee per le vostre foto!

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